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Junkers Ju 87
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Lo mwiqJunkers Ju 87, detto anche mwigStuka (in mwiwtedesco mwjaSturzkampfflugzeug, letteralmente "aereo da combattimento in picchiata"), è stato un mwjqbombardiere in picchiata monomotore con mwjgconfigurazione alare ad ala di gabbiano rovesciata, e conosciuto per il rumore prodotto dalle sirene, che ad una certa velocità iniziavano a girare e a suonare, con l’obiettivo di creare terrore nel campo di battaglia. Pur essendo stato progettato dall'azienda tedesca mwjwJunkers nel 1933, lo mwkaStuka restò in produzione per oltre 9 anni, rimanendo per tutta la durata della guerra immutato nella struttura e nella configurazione di base, prova della validità complessiva della macchina. Ne furono costruiti più di 5.700 esemplari in una decina di versioni, che combatterono su tutti i fronticite-ref-matricardi-242-243-3-0[2]cite-ref-4[3]. Impiegato principalmente dalla mwmqmwmgLuftwaffe, oltre che dalle mwmwforze aeree delle mwnapotenze dell'Asse, lo Ju 87 fu uno dei più efficaci bombardieri in picchiata della mwnqseconda guerra mondiale, e certamente il velivolo più propagandato di tutto il conflittocite-ref-matricardi-242-243-3-1[2]. È considerato una pietra miliare nella storia dell'aviazione bellicacite-ref-gunston-137-5-0[4].

Contents

Note
Fonti

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Storia del progetto

La Junkers iniziò la costruzione di 3 mwqqprototipi dello Ju 87 nel 1934 e ironicamente, considerati gli eventi futuri, il primo mwqgStuka era equipaggiato con un motore mwqwRolls-Royce Kestrel da 640mwra hp (477mwrq kW). Il primo prototipo aveva un impennaggio posteriore bideriva, ad angoli retti e forme molto squadrate. Il secondo prototipo aveva un timone ridisegnato e un motore mwrgJunkers Jumo 210A da 610mwrw hp (455mwsa kW), e fu subito seguito da un terzo prototipo con ulteriori modifiche che fu sottoposto a prove di valutazione, nel 1936, insieme ad altri tre velivoli concorrenti: l'mwsqArado Ar 81, il mwsgBlohm & Voss Ha 137 e l'mwswHeinkel He 118. La Junkers e l'Heinkel ottennero una commessa di dieci aerei ciascuna, mentre gli altri due tipi vennero eliminati.

Il primo gruppo di Ju 87A-0 aveva un motore Jumo 210Ca da 640mwtq hp (477mwtg kW) e modifiche per facilitare la produzione. Il successivo modello Ju 87A-1 iniziò a sostituire il biplano Hs 123 nella primavera del 1937 e tre esemplari furono inviati in mwtwSpagna per essere testati in condizioni operative dalla mwuaLegione Condor nella mwuqguerra civile spagnola. Seguì lo Ju 87A-2, con un motore Jumo 210Da da 680mwug hp (507mwuw kW) dotato di "superpotenza", ma questo modello restò in produzione e in servizio solo per sei mesi. Il settimo prototipo e la serie di pre-produzione dello Ju 87B-1, che ne derivò, erano largamente modificati, rispetto al disegno originale.

Il nuovo modello, denominato Ju 87B-1, aveva un motore notevolmente più potente, lo Jumo 211Da da 1200mwvq hp (895mwvg kW), e fusoliera e carrello completamente ridisegnati. La coda era stata ingrandita. Di nuovo provato in Spagna, il nuovo modello dimostrò la sua validità e la produzione venne aumentata, per la metà del 1939, a 60 apparecchi al mese. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, così, la mwvwLuftwaffe aveva in linea 336 Ju87B-1cite-ref-6[5]. La produzione venne completamente effettuata dalla Junkers per un totale di 5.700 esemplaricite-ref-gunston-137-5-1[4].

Tecnica

Lo mwawStuka fu il bombardiere tattico di gran lunga più importante messo in campo dalla mwbaLuftwaffe. Era immediatamente riconoscibile per il suo carrello fisso e per la celebre ala a "gabbiano invertito" o a "doppia V", con le superfici mobili separate, secondo la tipica configurazione Junkers d'anteguerracite-ref-7[6].

A seguito di un incidente avvenuto in Spagna, i progettisti decisero di dotare lo mwcgStuka di un meccanismo di richiamo automatico che faceva uscire l'aereo dalla picchiata anche senza l'intervento del pilota. Un'intera formazione di Ju 87, in quell'occasione, aveva infatti effettuato la cabrata troppo tardi dopo il bombardamento e si era schiantata al suolocite-ref-gunston-137-5-2[4]. Uno dei difetti operativi derivanti da un mwdwattacco in picchiata contro un obiettivo terrestre consisteva infatti nella violenta accelerazione verticale verso l'alto (fino e oltre 6mwea mweqg) subita dal pilota durante la fase di mwegcabrata, che permetteva il disimpegno dell'aereo dopo lo sgancio della bomba. Tale accelerazione provoca un deflusso del sangue dal cervello alle estremità inferiori, quindi il pilota tendeva a svenire (per riduzione della quantità di sangue nel cervello) al culmine dello sforzo, generalmente coincidente con lo sgancio della bomba. I progettisti tedeschi ebbero però il merito di aver pensato anche a questa evenienza realizzando un sistema di richiamo automatico della barra, da attivarsi prima della picchiata, capace di riportare in quota l'aereo dopo l'attacco anche in caso di svenimento del pilota, che aveva tutto il tempo durante la risalita di riprendere i sensi e quindi il comando del velivolo.

Vi era inoltre un dispositivo per il bombardamento in picchiata che includeva una forcella a cui veniva agganciata la bomba che, immediatamente prima dello sgancio veniva allontanata dalla fusolieracite-ref-gunston-137-5-3[4].

Su suggerimento del mwgqmwggGeneraloberst (colonnello generale) mwgwErnst Udet, capo del servizio tecnico della mwhaLuftwaffe (ma secondo altri l'idea fu dello stesso mwhqAdolf Hitler), sugli mwhgStuka furono montate delle sirene azionate dal flusso dell'aria, chiamate "trombe di Gerico", il cui suono aveva effetti devastanti sul morale dei soldati nemici e della popolazione civile. L'idea fu ripresa da alcune unità dell'aviazione statunitense fino ai tempi della mwhwguerra in Coreacite-ref-boyne-28-8-0[7].

Lo mwjqStuka era amato dai suoi equipaggi per la robustezza e dai soldati della mwjgmwjwWehrmacht per la sua grande precisionecite-ref-boyne-28-8-1[7], essendo capace di centrare con le sue bombe bersagli piccoli come un mwlacarro armato o una mwlqcasamatta.

La differenza fra i mwnabombardieri convenzionali e i mwnqbombardieri in picchiata è che mentre i primi sganciano grappoli di bombe su un'area piuttosto vasta navigando in volo orizzontale, i secondi si dirigono verticalmente (in mwngpicchiata) verso l'obiettivo da colpire, e giunti vicino ad esso sganciano una sola bomba, ottenendo così una precisione maggiore. L'attacco in picchiata si era già rivelato ideale per colpire bersagli in movimento o di difficile inquadramento, come ponti, postazioni fortificate, carri armati o navi. Questa tecnica è stata molto usata negli scontri aeronavali durante la mwnwSeconda guerra mondiale.

Sistemi d'arma

L'armamento era composto da 2 mwogmitragliatrici mwowMG 17 da 7,92mwpa mm fisse in caccia e una mwpqMG 81Z doppia da 7,92mwpg mm brandeggiabile nell'abitacolo posteriore. Le armi di caduta erano varie combinazioni di bombe da 50, 250 o 500mwpw kg per un totale di 1.800mwqa kg sotto la fusoliera o sotto le ali.

La versione mwqgG era dotata di cannoncini controcarro da 37mwqw mm.

Impiego operativo

Luftwaffe

Nel settembre del 1939, per la mwugcampagna di Polonia, la mwuwLuftwaffe schierò 219 mwvaStuka che ebbero effetti stupefacenti nell'impiego e sul morale. La prima missione in assoluto fu eseguita da tre Ju 87B-1, decollati alle 4.26 del 1º settembre per bombardare gli accessi ai ponti di mwvqDirschau sulla mwvgVistola. L'obiettivo erano i cavi collegati all'esplosivo con il quale i polacchi avevano minato i ponti. Gli mwvwStuka attaccarono undici minuti prima del momento ufficiale del balzo in avanti tedesco e ottennero un completo successo, anche se i polacchi furono poi in grado di riparare i danni e di far saltare uno dei due ponti.

La lugubre sirena che annunciava la picchiata e i brillanti risultati ottenuti anche in mwwqNorvegia e durante la mwwgcampagna di Francia ne fecero un aereo leggendario. Lo Ju 87 era effettivamente la dimostrazione pratica della mwwwmwxaBlitzkrieg su tre dimensioni, che si rifaceva alle teorie di mwxqAmedeo Mecozzi sulla strettissima cooperazione tra l'arma aerea e le forze terrestri. La combinazione di rumore e precisione degli mwxgStuka terrorizzò i difensori francesi. I soldati uscivano barcollando dai pur sicuri rifugi, incapaci di continuare a sopportare le continue onde d'urto. Gli mwxwStuka del mwyaFliegerkorps VIII, in particolare, al comando del generale mwyqWolfram von Richthofen, compirono otto o nove sortite al giorno, impegnando equipaggi e personale di terra al limite delle possibilità ma ottenendo un livello di distruzione che sorprese gli stessi comandi tedeschi. Dato però che i tedeschi non fornivano scorta ai loro bombardieri, se questi venivano sorpresi dalla caccia nemica, le perdite potevano essere molto pesanti. Vicino a mwygSedan, il 12 maggio 1940, 6 mwywCurtiss Hawk francesi sorpresero una formazione di Ju 87 e ne abbatterono ben undici senza subire perditecite-ref-9[8].

Ben presto fu chiaro che i successi degli mw0qStuka potevano essere ottenuti solo in condizioni di supremazia aerea quasi assoluta. Nel corso della mw0gbattaglia d'Inghilterra i reparti da bombardamento in picchiata vissero un momento di crisi profonda, subendo perdite pesantissime. In realtà lo mw0wStuka era un aereo piuttosto vulnerabile, lento e poco manovrabile. Un confronto diretto, senza protezione adeguata, con i veloci caccia della mw1aRAF ne faceva una facilissima preda.

Per quanto gli mw1gStuka avessero sofferto pesanti perdite per mano dell'aviazione militare inglese, la mw1wLuftwaffe non aveva rimpiazzi immediati e d'altra parte, in condizioni di supremazia aerea, lo Ju 87 rimaneva un'arma ancora valida nel tiro in picchiata, pertanto lo sviluppo della macchina continuò. Il motore fu potenziato e, probabilmente la modifica più apprezzata dai piloti tedeschi, la corazzatura fu rinforzata. Questo nuovo modello, lo Ju 87D, fu utilizzato in quantità sul mw2afronte orientale e in Nord Africa, dove fu impiegato anche come traino per alianticite-ref-mondey-114-116-10-0[9].

Nel Mediterraneo gli mw4wStuka si rivelarono efficaci contro il naviglio britannico. Lo stesso accadde nel 1941 con la mw5aconquista della Jugoslavia e della mw5qGrecia (dove si ripeterono le condizioni favorevoli della Polonia), e qualche mese più tardi durante l'mw5ginvasione dell'Unione Sovietica.

Costantemente aggiornato (nelle varianti D e G, più potenti e variamente equipaggiate) lo Ju 87 rimase sempre un apparecchio valido, ma assolutamente incapace di difendersi adeguatamente dalla caccia avversaria. Era quindi l'arma ideale per una guerra aggressiva, che la Germania combatté fino a tutto il 1942. A partire dal 1943 gli mw6aStuka furono però contrastati con sempre maggiore efficacia dai caccia dell'mw6qArmata Rossa, in continua evoluzione, durante le operazioni diurne; fu così sviluppata una versione per l'attacco notturno, ma alla fine, nonostante le perdite, la mw6gLuftwaffe fu costretta a far volare lo Ju 87 anche di giorno e introdusse, nel 1942, per il parere vivamente favorevole del colonnello pilota mw6wHans-Ulrich Rudel, la variante G-1, il cui armamento principale consisteva in una coppia di cannoni da 37 millimetri installati in carenature sotto l'ala. Nell'impiego operativo, accentrato in Unione Sovietica e sul fronte orientale, questi mw7aStuka si rivelarono macchine micidialicite-ref-11[10]. Quando i sovietici poterono disporre di un numero sufficiente di caccia per contrastarli, la già scarsa maneggevolezza, ridotta ulteriormente dal peso dei cannoni, rese questi mw8qStuka anticarro estremamente vulnerabilicite-ref-mondey-114-116-10-1[9].

Nonostante i suoi limiti, lo mw9wStuka continuò ad essere impiegato sino alla fine della guerra.

Il Pilota di Ferro

Il più celebre pilota di mw-wStuka, mw-aHans-Ulrich Rudel, ottenne grandi successi con questo velivolo, combattendo esclusivamente sul fronte russo; distrusse oltre cinquecento carri armati, danneggiò mettendola fuori uso una corazzata, la mw-qmw-gMarat, con una bomba da 1000mw-w kg, perse una gamba a seguito delle ferite riportate in un combattimento aereo ma ricominciò a combattere con un arto artificiale. Terminò il conflitto come colonnello consegnandosi agli inglesi con alcuni compagni di stormo per non cadere nelle mani dei sovietici.

Con la Regia Aeronautica

Anche la mwaq4Regia Aeronautica ebbe per un certo periodo in dotazione gli mwaq8Stukacite-ref-gunston-137-5-4[4]. Nei primi mesi del 1939 una commissione della mwarqLuftwaffe venne inviata all'mwaruAeroporto di Guidonia per uno scambio di conoscenze e materiale. I piloti collaudatori tedeschi ebbero occasione di provare gli apparecchi italiani e gli italiani poterono provare in volo lo mwaryStuka. In Italia la specialità del bombardamento in picchiata era scarsamente evoluta, per questo motivo il governo italiano inviò una richiesta al mwarcMinistero dell'aeronautica tedesco per almeno un centinaio di Ju 87B2, il quale accettò di fornirli in due lotti da 50 apparecchi ciascuno.

I migliori piloti dell'aviazione da caccia furono mandati presso la Stukaschule al campo di mwarkGraz, in mwaroAustria, per essere addestrati alla difficile "specialità" del bombardamento in picchiata. Nell'estate del 1940 circa cento esemplari di Ju 87B-1 furono assegnati al 96º Gruppo Bombardamento a Tuffo. Soprannominato "Picchiatello", lo Ju 87 equipaggiò in seguito anche altri Gruppi, come il 97º, il 101º e il mwars102º Gruppocite-ref-gunston-137-5-5[4].

I 50 mwaseStuka del secondo lotto erano quasi tutti nella versione Ju 87R2 a grande autonomia, dotata anche di due serbatoi subalari da 300 litri. Questi aerei vennero inoltre ben presto aggiornati alla versione R5 con materiale di sopravvivenza nelle ali ed in cabina.

I "Picchiatelli" furono utilizzati contro mwasmMalta e i convogli di navi alleate nel Mediterraneo, in Nord Africa (dove presero parte alla conquista di mwasqTobruk), in Greciacite-ref-gunston-137-5-6[4] e sui mwaskBalcani. Col protrarsi della guerra la mwasoRegia Aeronautica ricevette altri esemplari, complessivamente 159 apparecchi tra le versioni B2, R2-5, venendo utilizzati fino al 1942cite-ref-gunston-137-5-7[4]. e, poi nella versione D3 (più qualcuno residuo delle versioni precedenti) anche nel 1943, subendo perdite pesanti durante lo sbarco anglo-americano in Sicilia. Dopo l'8 settembre la maggior parte degli Junkers Ju 87 italiani rimase al Sud e servì con l'aeronautica cobelligerante, anche se non partecipò ad alcuna azione bellica. Molti piloti alleati fecero dei voli di prova sugli aerei italiani, oppure si addestrarono contro di loro in combattimenti simulati.

L'asso italiano

Il pilota italiano più abile e decorato sugli Stuka fu il leggendario mwatiGiuseppe Cennicite-ref-pesce-p70-12-0[11]cite-ref-storia-mil-p30-13-0[12]: venne insignito della mwatsmedaglia d'Oro e 6 mwatwd'Argento V.M., mwat0Croce di Ferro tedesca di 2ª classe e 2 promozioni per merito di guerra. Iniziò quale mwat4pilota da caccia a 21 anni con 8 vittorie nella mwat8Guerra civile spagnola e nella mwaua2ª Guerra Mondiale passò alla specialità del Tuffo sugli Stuka. Operò sui fronti: mediterraneo, greco-albanese, jugoslavo, cirenaico sulla munitissima piazza di mwaueTobruch, ancora mediterraneo e nelle difficilissime azioni notturne su Malta. Fu anche l’ideatore dello Skip Bombing o “mwauiPicchiata Cenni” con gli Stuka. Nel ‘43 passò ai mwaumRe.2002 e diventò, a 28 anni, il più giovane Comandante di Stormo della Regia Aeronautica, Stormo che verrà a lui intitolato. Fu così inviato prima a contrasto dell’invasione degli Alleati della Sicilia e poi della Calabria. Perderà la vita il 4 settembre 1943 al comando del mwauq5º Stormo: l'armistizio era già stato firmato ma non ancora reso noto. Celebre è il grido mwauumwauyValzer! l’invito al “Tuffo” che usava Cenni con i suoi piloti di Stuka.cite-ref-emiliani-storiamilit-14-0[13]cite-ref-15[14]cite-ref-16[15]

Il parere di un pilota collaudatore britannico

Il Capt. Eric Brown, CBE, DSC, AFC, RN, mwavuChief Naval Test Pilot and C.O. Captured Enemy Aircraft Flight, provò lo mwavyStuka nel centro di ricerche del ministero della difesa britannica a RAE Farnborough, riportandone queste impressioni:

«Avevo un'alta opinione dello

Stuka

, perché avevo pilotato molti bombardieri in picchiata e lo Ju 87 era l'unico che poteva lanciarsi in picchiata verticale. A volte i piloti dei bombardieri in picchiata dichiarano di essere scesi in picchiate verticali: sciocchezze. La pendenza massima raggiunta dagli altri bombardieri in picchiata era nell'ordine dei 60 gradi. Ma quando scendevi in picchiata con lo

Stuka

, poiché era tutto automatico, scendevi davvero in verticale. Sentivi che stavi volando sul migliore di questi velivoli e che stavi scendendo proprio perpendicolarmente.

Il Vengeance e il Dauntless erano entrambi molto validi, ma non potevi scendere a pendenze superiori ai 60 o 70 gradi. Lo Stuka apparteneva a una classe tutta sua.cite-ref-thompson-with-smith-pp-235-236-17-0[16

Versioni

Furono costruite le versioni A, B, C, D e G, con diversi tipi di armamento, cannoni da 20mwawi mm serie D, cannoni da 37mwawm mm - 50mwawq mm serie G (caccia carri).

Ju 87 A

Versione iniziale impiegata anche nella guerra civile in Spagna.
Ju 87 B-1
Versione successiva ai primi esemplari della serie A, da cui differiva per il motore Jumo 211Da. L'installazione di questo motore comportò modifiche alla fusoliera e ai piani verticali di coda cosicché la linea aerodinamica complessiva del velivolo risultò meno filante rispetto a quella delle versioni precedenti. Altro elemento ad essere ridisegnato era il carrello, a cui venne aggiunta la caratteristica protezione aerodinamica delle ruote. Il carico massimo di bombe era di mwaws1000 kgcite-ref-chant-18-0[17].
Ju 87 B-2
Versione successiva alla Ju 87B-1, da cui differiva per una quantità di piccoli miglioramenti, fu costruita in diverse varianti, inclusa una dotata di sci e, all'opposto, di kit per operazioni nel deserto, denominata Ju 87B-2/Trop. L'Italia ricevette un certo numero di questa versione, soprannominata "Picchiatello". Altri esemplari furono forniti ad altri paesi alleati dell'Asse, incluse Bulgaria, Ungheria e Romania.

Ju 87 C-1
Versione mwax4imbarcata destinata all'utilizzo come dotazione della mwax8portaerei mwayamwayeGraf Zeppelin. Le ali erano ripiegabili e gli ingranaggi impermeabilizzati, ma la nave non fu completata e gli aerei furono riconvertiti allo standard Ju87B.
Ju 87 D-1
Versione entrata in servizio nel 1942 dotata di un motore Jumo 211J con armamento aumentato a due mitragliatrici da 7,92 mm al posto di una. Il carico massimo di bombe era di mwayq1820 kgcite-ref-chant-18-1[17].
Ju 87 D-7
Modello da assalto notturno, senza freni aerei, aveva tubi di scarico schermati, due cannoncini mwaysMG 151 da 20mwayw mm ed equipaggiamento per il volo di notte.
Ju 87G-1
Questo modello era una conversione del Ju87D-5 per operazioni anticarro, con un cannone mway8BK 37 da 37mwaza mm sotto ognuna delle ali.
Ju 87 H
Versione da addestramento con doppi controlli prodotta utilizzando strutture dello Ju 87D.
Ju 87 R
Era una versione a grande autonomia del B-2 con modifiche riguardanti il sistema di alimentazione ed agli apparati radio. Versione ideata prevalentemente in funzione antinave. Furono prodotte diverse varianti, dal Ju 87 R-1 al Ju 87 R-4, con differenze di dettaglio, ma tutti con un comune armamento (una bomba da 250mwazu kg) e serbatoi supplementari sganciabili.cite-ref-19[18]

Utilizzatori

mwaz0 mwaz4Bulgaria


mwaau mwaayCroazia


mwaa0 mwaa4Regno Unito

• mwabemwabiRoyal Air Force (preda bellica)

mwabu mwabyGermania

• mwabkmwaboLuftwaffe

mwab0 mwab4Italia


• 96º Gruppo Bombardamento a Tuffo: dal 22 agosto 1940 al febbraio 1941 utilizzò i Ju 87B e dal gennaio 1941 anche i Ju 87R
• 97º Gruppo Bombardamento a Tuffo: dal luglio all'agosto 1940 utilizzò i Ju 87B e dal 22 settembre al marzo 1943 i Ju 87R
• mwacy101º Gruppo Bombardamento a Tuffo: dal 5 marzo al 2 aprile 1941 utilizzò i Ju 87B, poi Ju 87R fino al luglio 1942
• mwacg102º Gruppo Tuffatori: dal 1º maggio al novembre 1942 utilizzò i Ju 87R
• 103º Gruppo Bombardamento a Tuffo: dal 1º febbraio all'agosto 1943 utilizzò i Ju 87D-3
• 121º Gruppo Bombardamento a Tuffo: dal 2 all'11 luglio 1943 utilizzò i Ju 87R-5, dal 10 luglio dello stesso anno fino al 27 agosto erano in dotazione al reparto anche i Ju 87D-3
• 208ª Squadriglia Bombardamento a Tuffo: Ju 87R dal 7 maggio 1941 al 25 marzo 1942
• 209ª Squadriglia Bombardamento a Tuffo: Ju 87R dal 7 maggio 1941 al 25 marzo 1942
• 236ª Squadriglia Cacciabombardieri: nel gennaio 1941, fino a novembre, aveva a disposizione i Ju 87R
• 237ª Squadriglia Bombardamento a Tuffo: Ju 87D
• 238ª Squadriglia Bombardamento a Tuffo: Ju 87R
• 239ª Squadriglia Bombardamento a Tuffo: Ju 87R dal 7 maggio al 28 dicembre 1941cite-ref-20[19]


mwadk mwadoRomania


mwaee mwaeiUngheria

Note

Annotazioni

cite-note-21. A testimonianza del durissimo ciclo operativo della 239ª Squadriglia di G. Cenni, che poi confluì nel 102º Gruppo: tutti i piloti inizialmente assegnati alla squadriglia perderanno la vita in azione di guerra. Partendo da sinistra: 1º Sottotenente Mario Bellocchi abbattuto dalla contraerea il 26 febbraio 1941 sul ponte di Hani Balaban; 2º il Maggiore Giuseppe Cenni, perderà la vita il 4 settembre 1943 su Re.2002, nel tentativo di ostacolare l’invasione degli Alleati della Calabria; 3º Sottotenente Mario Daverio abbattuto dalla contraerea su Tobruk 8 giugno 1941 (Cfr. mwaeomwaesEmiliani - Storia Militare, 1995,mwaew p. 30).

Fonti

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cite-note-43. mwagemwagiMondey,mwagm p. 116.
cite-note-gunston-137-54. mwahumwahyGunston,mwahc p. 137.
cite-note-65. mwahsmwahwMondey,mwah0 pp. 111-112.
cite-note-76. mwaiemwaiiMatricardi,mwaim p. 116.
cite-note-boyne-28-87. mwaikmwaioBoyne,mwais p. 28.
cite-note-98. mwai8mwajaBoyne,mwaje p. 57.
cite-note-mondey-114-116-109. mwajcmwajgMondey,mwajk pp. 114-116.
cite-note-1110. mwaj0mwaj4Matricardi,mwaj8 p. 243.
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Bibliografia

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Voci correlate

• mwapgManovra di Marcante-Odaglia, detta anche "di Frenzel": tecnica per la mwapkcompensazione forzata dell'orecchio medio elaborata per i piloti di Stuka e usata poi in mwaposubacquea

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ju 87

Collegamenti esterni

• mwap8(DE) Bert Hartmann, Junkers Ju 87, su Luftarchiv.de, 10 dicembre 2006. URL consultato il 5 gennaio 2009.
• mwaqe(EN) Horst Zoeller, Junkers Ju87 / Ju187 / Ju287, su The Hugo Junkers Homepage, 2 marzo 2003. URL consultato il 29 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2009).
• mwaqm(EN) Greg Goebel, The Junkers Ju-87 Stuka, su AirVectors, 1º agosto 2008. URL consultato il 29 marzo 2009.
• mwaqu(EN) Maksim Starostin, Junkers Ju 87; 1935, su Virtual Aircraft Museum. URL consultato il 29 marzo 2009.